Archive for the ‘recensioni’ Category

Recensioni cinema: Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani

12/05/2011

Il regno di Ga'Hoole

Oggi festa grande: due recensioni e l’inaugurazione della nuova categoria “cinema”. Ho deciso di allargare l’ambito delle recensioni per ora alla settima arte: ho in mente un altro paio di film di cui parlerò nei prossimi giorni; inoltre penso di recensire altre opere moderne come le serie tv, i cartoni animati e se mi riesce anche i fumetti (vedremo!).
Sono particolarmente contenta di poterlo fare, visto che significa che posso di nuovo usare LaTeX!
Sono aperta a tutti i commenti, fatemi sapere che cosa ne pensate.

Divertitevi!

Il regno di Ga’Hoole – La leggenda dei guardiani

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Recensioni ciclo Eco: Il cimitero di Praga

12/05/2011

Il cimitero di Praga Inserisco dopo una lunga gestazione, dovuta sia a vicende personali che informatiche, la recensione dell’ultimo libro di Eco, letto a gennaio. Non ho potuto naturalmente resistere a leggerlo in edizione deluxe.
Avviso che ci saranno alcuni spoiler all’interno della recensione, quindi consiglio chi è interessato a lasciarsi la recensione dopo la lettura del libro.

Divertitevi!
Il cimitero di Praga

Già pubblicati:

Il circolo della fortuna e della felicità
Io sono Dio
Il nome della Rosa

Recensioni Ciclo Eco: Il nome della rosa

28/06/2010

La copertina del libroParliamo oggi del primo romanzo di quello che spero di riuscire a portare avanti: un ciclo di recensioni sui romanzi di Umberto Eco. Inizio dunque dal “romanzo storico italiano del Novecento” per antonomasia, opera prima e grande exploit dell’autore: Il nome della Rosa, un libro che dovrebbe essere in qualsiasi libreria, sgualcito dalle troppe letture e consultazioni. Se non si capisse dalla recensione, anche questo è uno dei miei libri preferiti, da aprire ogni tanto a caso e godere anche di poche pagine.

Divertitevi!
Il nome della rosa

Già pubblicati:

Il circolo della fortuna e della felicità
Io sono Dio

Recensioni: Io sono Dio

25/06/2010

La copertina del libro

Vi presento oggi il secondo libro della nuova rubrica di recensioni; avrei voluto recensire anche i precedenti libri di Faletti ma non ho la forza di rileggerli. Mi è capitata fra le mani in modo fortuito una copia di questo romanzo e ho provato a leggerlo, con gli esiti che potete vedere nell’articolo.

Divertitevi!

Io sono Dio

Due omaggi dopo il salto.

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Recensioni: Il circolo della fortuna e della felicità

22/06/2010

Copertina

Da oggi inauguro questa piccola rubrica,
dove spero di riuscire a mettere i libri che ho letto e leggerò. Spero la troviate interessante!

Cominciamo con un libro che lessi senza pretesa alcuna ma che nel corso degli anni è diventato uno di quelli da cui non mi separo mai, uno di quei libri salvavita che si portano con sè a colpo sicuro quando non si ha nulla di nuovo da leggere: non stanca mai ed è sempre interessante.

Divertitevi!
Il circolo della fortuna e della felicità

Consiglio un blog

12/01/2009

C’è una piccola meraviglia tra i miei feed: il blog Inspire me, now!. Si tratta di un aggregatore di “attacchi d’arte” e prodotti dal design particolare pescati nella rete. Il meglio degli ultimi giorni è questo:

I Promessi Sposi

29/09/2008
Quest’estate A. e io abbiamo deciso di riscoprire un libro famoso che ci era stato propinato a scuola e che per questo ci sembrava un po’ noioso da ricordare; per quel che mi riguarda, ero sinceramente incuriosita dal fatto di scoprire a Lecco, giorno dopo giorno, vie, piazze e vicoli dedicati ai personaggi, anche a quelli minori, di questo libro. Inoltre, le nostre scorribande in bicicletta ci hanno portato in quel di Pescarenico, quartiere di Lecco reso famoso da uno di questi protagonisti, e al parco dell'”Addio monti”, che francamente non sembrava poi ‘sto granchè.

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Diamo a Licia quel che è di Licia

12/08/2008

…no, non sto parlando di Kiss Me Licia!

Sto parlando della Signora del fantasy italiano, la signora Licia Troisi, in arte la signora Licia Troisi, quella del Mondo Emerso!

Confesso: non so resistere ai romanzi di successo. Credo sia invidia. Nella mia testa si accendono delle lucine diabolichine che mi dicono “Rosica rosica, questo è un romanzo di successo” e dentro di me, in un’altra parte della testolina, mi dico “Che nervi, almeno sapere perchè questo libro ha successo… grr”.

Succede poi che me ne dimentichi nella stragrande maggioranza dei casi. I libri nuovi sono tantissimi e per fortuna sono anche un po’ smemorata.
Però… quando poi mi capita di poter leggere uno di questi romanzi a sbafo non mi tiro indietro. E’ successo con Harry Potter. E’ successo con Eragon. Adesso mi era venuta voglia di leggere questa signora Troisi e mi sono fatta prestare la trilogia.

Era andata bene con Harry. Era andata male con Eragon.

Ed ora, a discapito di tutta la fantasy che si rispetti, il Male ha vinto contro il Bene.
Mi è stato poi chiesto che cosa ne pensassi. Il mio giudizio mal si confà alle decimigliaia (forse più) copie vendute, così curiosando in rete mi son detta di cercare se ci fosse qualcuno che la pensasse come me. C’è. E siccome sto ancora ridendo a crepapelle (ridendo castigat mores) voglio condividere con i miei lettori queste perline. D’altra parte non credo che sarei in grado di fare di meglio. Mi chiedo se ho usato abbastanza punti. Credo di sì. Forse non sufficienti puntini… intendo… di sospensione. Dopo il saltino i links e le conseguenze dei libri della Troisi.

La trilogia di Licia Troisi, edita da Mondadori

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La trilogia di Fionavar

07/06/2008

Ultimamente ho letto alcuni libri che mi hanno colpito molto. E’ così terribile voler condividere con gli altri, specialmente con chi mi è vicino, questo entusiasmo nuovo che non provavo da un po’? Mah, evidentemente l’entusiasmo non è sufficiente.

Comunque, si tratta di una trilogia fantasy di Guy Gavriel Kay… qualcuno lo ricorderà per aver lavorato al completamento postumo del Silmarillion di Tolkien. I titoli italiani (lasciamo perdere la proprietà della traduzione…) sono: La strada dei Re, La via del fuoco e Il sentiero della notte.
Fionavar, il primo dei mondi creati dal Tessitore, è in pericolo: il risveglio di Rakoth Maugrim, il Male esterno alla Tela dei Mondi, minaccia la distruzione del mondo di Fionavar e, se Fionavar cadrà, anche del resto dei mondi creati.
Cinque studenti universitari di Toronto, condotti su Fionavar per festeggiare il giubileo del re di Brennin, saranno coinvolti nella lotta e sentiranno svegliarsi dentro di sè poteri sconosciuti e potenzialità nascoste.

La trama è articolata, vivace e ricca di colpi di scena, e sarebbe troppo lungo raccontare tutti e tre i libri qui.
Il mondo creato dall’autore è completo in ogni suo dettaglio, la religione, le credenze, le divinità e le tradizioni sono narrate in modo talmente coerente che il lettore non fa fatica ad entrare nel mondo e a farlo suo completamente. Anche la mitologia, quello che è successo nei secoli precedenti ed ancora riveste importanza nel momento attuale, è delineata con precisione, e contribuisce allo snodarsi della vicenda.

Acquistai il primo di questi libri quando ero ancora alle superiori, non ricordo più l’anno, e ne cercai disperatamente, per un certo tempo, i seguiti, ma dovetti rinunciare perchè non esistevano da nessuna parte. Credo di aver desistito poco prima della pubblicazione del secondo e del terzo volume, comunque pensai che non sarebbero stato pubblicati in Italia, visto che non avevo mia sentito nessuno che parlasse del primo libro.
Su Internet invece, recentemente, ho trovato che i due volumi seguenti erano usciti… purtroppo un bel po’ di tempo fa. Ho controllato sul catalogo della casa editrice ma risultano esauriti. Peccato; ma la biblioteca per fortuna ha avuto l’accortezza di procurarsene i volumi ai tempi dell’uscita… così ho potuto leggerli.
Davvero una trilogia ben riuscita, che mescola elementi modernissimi al fantasy classico, pescando anche dalle leggente del ciclo bretone, e che riesce a rendere credibile, reale, ben strutturato e vivo un intero mondo.
Libri poco conosciuti, purtroppo, in Italia, ma spero che le cose possano cambiare…
Faccio un saluto a julie-chan che come me è in pena visto che nessuno pare conoscere questa trilogia… e le rispondo: il mio passo preferito è quello di Paul sull’albero di Mornir, quando l’intervento della dea scioglie le sue lacrime, e con esse anche il cielo di Brennin si sciogle, interrompendo la lunga siccità. 🙂

Zorro – L’inizio della leggenda

22/11/2007

Dedico questo post a L., con la quale ho condiviso in gioventù una passione per il personaggio sopraccitato, con l’augurio che non lo legga prima di Natale, altrimenti si rovinerà la sorpresa.

Il libro di cui parliamo questa sera è il penultimo della discreta, ma pur sempre interessante, produzione della scrittrice di cui dissi due parole alcuni interventi fa, Isabel Allende.
E’ un libro in qualche modo diverso da quelli precedenti, innanzitutto perché, se facciamo eccezione per Il piano infinito (che, a onor del vero, è forse quello che mi è piaciuto di meno, è l’unico libro di Isabel dove il protagonista sia un uomo, Diego de la Vega, di cui qui esploriamo la nascita e la giovinezza fino alla prima eclatante impresa di Zorro in favore della giustizia.
Credo, nell’immaginario collettivo, che la figura di Zorro sia legata soprattutto ai film e ai telefilm di qualche tempo fa e, per chi ha la passione dei feuilletons, ai romanzi di Johnston McCulley risalenti agli anni 20. Comunque, una figura già matura, già dotata dei suoi superpoteri (il cavallo Tornado, il servo Bernardo, la spada, la frusta, la maschera e via andare) e già in lotta per la giustizia, in cui forse gli anni di formazione sono lasciati un po’ alla fantasia del lettore.
Bene, Isabel prende questi anni di formazione un po’ magmatici e ne tira fuori una storia meravigliosa, la storia oltre che di Zorro, del suo giovane interprete Diego, del fratello di latte Bernardo (sempre muto, sì, ma non panzone come nel vecchio telefilm, anzi, una figura di indio quasi mitologica ed estremamente sexy), della sua famiglia, della California di quel periodo. Ne esce un romanzo picaresco, d’avventura e di sentimenti, di cappa e di spada, una commedia dai tocchi solenni come solo Isabel è capace di fare.
Le figure si stagliano su uno sfondo descritto nei minimi particolari, come i personaggi in un paesaggio opulento, che allo stesso tempo è capace di farli risaltare al massimo. I caratteri dei personaggi sono così ben definiti che sembra di conoscerli di persona anziché sulla carta, fedeli a se stessi, capaci di andare fino in fondo con le conseguenze delle loro azioni.
La storia è tutta da scoprire; le origini di Diego, un quarto di sangue indio che lo aiuta a scoprire il suo animale totemico, la volpe, l’astuta volpe, a suo agio fra grotte, inganni e trabocchetti, l’educazione spagnola che non doma il suo spirito selvatico, il viaggio iniziatico in Spagna, fra lezioni di scherma, dame altezzose, trucchi di magia e zingari, la rocambolesca fuga che lo porta diritto fra le fauci di feroci pirati, l’inizio della presa di coscienza.
Il libro si chiude improvvisamente sulla prima vera impresa di Zorro in California, fra uno, due, forse dieci o mille altri Zorro come lui. Si chiude improvvisamente e quasi con malinconia, perchè trascina talmente il lettore fra le sue pagine che dispiace di lasciarlo, dispiace svegliarsi su un treno freddo in una sera piovosa dopo aver sudato in una calda estate californiana.
Il mio giudizio su questo libro? Imperdibile. Degno della migliore Isabel della Casa degli Spiriti.
Vi lascio con una simpatica citazione, che ancora una volta dimostra come Isabel sappia descrivere così bene quello che provo ed ho provato anche io.

” Il corsaro la vide esitare e senza pensare la prese tra le braccia e la baciò sulle labbra.
Fu il primo, vero bacio di Juliana e sicuramente il più luno ed intenso di tutta la sua vita. in ogni caso, fu il più memorabile, come sempre succede con il primo. Il contatto con il pirata, le sue braccia che l’avvolgevano, il suo respiro, il suo calore, il suo odore virile, la sua lingua nella bocca la scossero in profondità. […] Dediderava Lafitte con una passione che conosceva da poco, ma con una certezza antica e assoluta. Mai avrebbe amato un altro, quell’amore proibito sarebbe stato l’unico della sia vita.”

Isabel Allende, Zorro – L’inizio della leggenda, Feltrinelli, Milano, 2005