Archive for ottobre 2008

Speriamo che non superi i 10 giri :|

23/10/2008

Stavvi Minòs orribilmente, e ringhia:
essamina le colpe ne l’intrata;
giudica e manda secondo ch’avvinghia.
Dico che quando l’anima mal nata
li vien dinanzi, tutta si confessa;
e quel conoscitor de le peccata
vede qual loco d’inferno è da essa;
cignesi con la coda tante volte
quantunque gradi vuol che giù sia messa.

Parigi – parte 2: il primo giorno

22/10/2008

Dopo la dormita ristoratrice della prima notte, ci siamo svegliati e, consultate rapidamente le guide, abbiamo deciso di partire dal centro turistico della città, dalla Tour Eiffel, così tanto per andarci e poi orientarci una volta lì.
Ci siamo guardati intorno: la stanza era piuttosto spartana, un letto matrimoniale e un letto a castello trasversale sopra, un piccolo lavandino ed il televisore. Il bagno era esterno alla stanza, insieme alle docce; niente era sporco perché i bagni dopo ogni uso venivano lavati automaticamente, così come le docce, e poi asciugati con getti di aria calda. Decisamente economico e perfetto per noi che lo usavamo soltanto per dormire!
Dall’albergo abbiamo fatto a ritroso la strada per tornare alla metro, che distava circa 1 km o poco meno; così abbiamo potuto osservare il quartiere e quello che poteva offrire.
La metro a Parigi collega tutti i luoghi d’interesse turistico, ed è comoda perché sui cartelli ogni fermata indica quali sono le cose interessanti che si possono raggiungere scendendo lì. Abbiamo deciso di fare una tessera di 5 giorni per muoverci liberamente in metro, anche se il primo giorno non l’abbiamo sfruttata molto…
Dunque, siano arrivati alla Tour Eiffel da una strada laterale, molto tranquilla, sui tetti della quale si poteva scorgere già la mole del monumento; ci siamo avvicinati dal Champ de Mars lasciandoci alle spalle l’Ecole Militaire e uno stranissimo monumento, credo, alla pace. Champ de Mars è un grande parco-giardino dove si prende il sole sul prato o si riposa all’ombra delle panchine.
Tutta l’attenzione però è per la Torre; anche noi ci siamo avvicinati, consapevoli delle proprietà delle correnti telluriche, con timore reverenziale; abbiamo fatto un giro sotto gli archi, e mi sono stupita di quanto sembrasse leggera una costruzione tutta in metallo. La vista da sotto era davvero bella, un po’ meno belle erano le code chilometriche per salire… saremmo anche saliti a piedi ma ci avremmo perso tutta la giornata.
Per pranzo ci siamo trasferiti al Trocadero, palazzo costruito per ospitare mostre di arte moderna, mi sembra, che ospitò anche mostre di Picasso, e sulla collina ci siamo seduti a consumare il nostro pasto. Il parco del Trocadero è quasi in stile inglese, con cascatelle, laghetti, cespugli e papere. Dopo aver goduto dello spettacolo dato da alcune bambine, che facevano il bagno nei getti innaffiatori, siamo tornati al di là della Senna e, attraversato di nuovo Champ de Mars siamo andati a vedere gli Invalides, sorta di casa di riposo per militari anziani o malati, che se non ricordo male fu saccheggiata all’inizio della Rivoluzione francese per prendere delle armi. Mi chiedo, ma che ci facevano con le armi i vecchi bacucchi? Forse mi sfugge qualcosa… Avendo approcciato gli Invalides da dietro, abbiamo seguito per orientarci la cupola dorata del Dome, la chiesa che è dietro l’edificio, famosa per essere di pianta circolare e per contenere la bara di Napoleone… queste cose le ho lette, non siamo entrati perché a Parigi tutto è a pagamento, non volevamo spennarci subito senza sapere che cosa sarebbe valso la pena di vedere.
Dopo gli Invalides siamo passati sul ponte Alexandre III, immenso, sormontato da statue dorate e da cui si gode una vista superba sulla Senna, e da qui, cotti dal sole e dalla stanchezza, ci siamo sdraiati sotto il Grand Palais, dirimpettaio del Petit Palais, edifici costruiti in vetro e acciaio per l’esposizione universale di non ricordo quando, e che ora sono utilizzati come palazzi per esposizione di arte moderna. Mentre eravamo qui a farci i fatti nostri, (leggevamo la guida), c’è stato un grazioso siparietto con un bulgaro, se non ricordo male, che non mangiava da due giorni ma ha rifiutato il nostro cibo, voleva solo soldi… Nel cortile del Petit Palais invece sono stata fermata da una gentile ragazza dei magazzini Printemps, dell’avventura nei quali parlerò nel prossimo post.
Infine, un po’ devastati abbiamo raggiunto le Tuileries, il giardino del palazzo reale di Parigi, ora sede del Louvre, anche se sono un po’ confusa riguardo a questo, e mi riservo di controllare. Anche delle Tuileries parlerò in un prossimo post.
Abbiamo infine inforcato la metro e… belli affamati siamo rientrati in albergo. Abbiamo cenato in un economico fast food arabo e ci siamo fiondati a letto, pronti per la prossima avventura!

Parigi – parte 1: il viaggio

17/10/2008
– Quale città europea ti piacerebbe vedere?-
– Parigi-.
Da questo piccolo scambio di battute è nato il viaggio di quest’estate. Avevamo già deciso di abbandonare per una volta la Corsica, ma l’idea era quella di non partire per niente e passare le ferie a casa… ma alla fine, dopo aver cercato con successo volo ed albergo economico, un pomeriggio siamo decollati dall’Italia e, dopo un’ora di volo, siamo atterrati a Parigi!
Ci siamo portati il minimo indispensabile: cibo, Francis e la macchina fotografica; siamo atterrati verso le 22 a circa 80 km da Parigi, e capite che la mia prospettiva di arrivare di notte in città non era delle più rosee. Il pullman ci ha portati alla fermata della metropolitana, mentre a bordo i soliti turisti italiani si vantavano di dover prendere un taxi, visto che a quell’ora le metropolitane non passavano più. Evidentemente le cose non potevano essere cambiate da quando erano venuti per la prima volta, 10 anni prima… e, se volete uno spoiler, non è stata l’ultima (dis)avventura con turisti italiani.
Insomma, io mi prefiguravo una metro buia, semivuota e popolati di predatori che si cibano di turisti… be’ la metro a quell’ora era anche più piena che durante il giorno!
Siamo arrivati incolumi al nostro hotel, a Saint Denis, periferia di Parigi, abitata per la maggior parte da stranieri ed immigrati, teatro degli scontri delle banlieue qualche anno fa…  bella presentazione, vero? Per quanto mi riguarda, in questo posto abbiamo incontrato un gentilissimo signore con il cane che, in inglese, ci ha dato il benvenuto a Parigi proprio il primo giorno, inoltre c’era un panificio arabo che vendeva degli ottimi croissant alla metà del prezzo di mercato… come dire che mi ci sono trovata bene.
E così, mezzi cotti dal viaggio, specialmente quello in metro, nel cuore della notte abbiamo trovato l’hotel e ci siamo fiondati a letto… pronti per cominciare il giorno dopo l’esplorazione della città, partendo da lei, dalla Tour Eiffel, sulle tracce delle correnti telluriche.

Pencis

10/10/2008