Legend: il prototipo del film fantasy

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Prendete il 1985, Ridley Scott, con in testa cavalli bianchi che corrono nel sogno (ricordate la scena finale di Blade Runner?), Tom Cruise quando non era ancora Tom Cruise e la materia di cui sono fatti i sogni: avrete Legend, filmettino fantasy di un’ora e mezzo pieno zeppo di quelli che diventeranno luoghi comuni del cinema e della tv. Per chi deve averlo visto ai tempi della sua uscita, dev’essere stata una visione venuta dal futuro. Per me, cresciuta con Lamberto Bava e maturata con il Signore degli anelli, era la sagra del già visto. E’ un po’ difficile mettersi nell’ottica del dire: be’, ma Legend è uscito prima…
Ci trovate dentro tutto, ma prorpio tutto. Ad ogni inquadratura della valle in cui scorre il fiume mi aspettavo di veder sbucare Gollum; ci sono scene sotterranee che è difficile distinguere da quelle di Fantaghirò e il mago Tarabas; ci sono i Goonies, Peter Pan, Tarzan delle scimmie e forse me ne dimentico qualcuno.
Il plot farebbe felici Popper e i seguaci delle sue fiabesche carte: l’eroe, in un paesaggio idilliaco, vive felice, circondato dalla natura e da un amore platonico con la principessa; l’antagonista gli rompe le uova nel paniere, con un improvviso e importuno inverno (cielo, adesso mi ricorda anche Fionavar!), gli ruba la serenità, e grazie a oggetti magici e ad alcune prove l’eroe riesce a concludere la vicenda con un lieto fine.
La trama è presto detta: una principessa canterina flirta con uno spirito del bosco (Tom Cruise d’antan, identico a Cristopher Lambert in Greystoke!), e questi le fa vedere una coppia di unicorni. Per la leggenda, naturalmente, essi possono essre avvicinati solo da una creatura innocente… e naturalmente sono ricercati dagli orchetti del signore delle tenebre per essere uccisi: senza di essi la tenebra calerà sul mondo e il Signore delle tenebre potrà finalmente uscire dal suo buco a fare due passi.
L’incauta principessa attira l’unicorno fino a toccarlo, distraendolo; l’animale viene così ucciso ed il corno rubato. L’inverno cala sulla foresta, Tom Cruise diventa (ma dai?!?) colui che deve rimediare al malfatto, viene apostrofato da Peter Pan – Flidais e da Campanellino, fatalmente innamorata di lui…
Facendola breve, la principessa pentita cerca di rimediare, ma è talmente svanita e sventata che cade nelle mani del Signore ecc, viene sedotta da un abito e lui se la vuol sposare (di nuovo: ma dai?!?); nell’occasione dell’uccisione dell’ultimo unicorno… be’, il finale ve lo lascio scoprire. Qualcosa mi dice però che, dopo la scena finale, la principessa non riuscirà più ad attirare gli unicorni!
Tutto sommato, non è un brutto film; la trama è fin troppo scontata, ma forse ai tempi poteva anche essere originale; le scenografie sono molto belle, oniriche come si addice ad un film del genere, e i comprimari reggono bene il gioco.
Le forzature nella trama sono evidenti ed esagerate, ma in un film fantasy è possibile questo ed altro.
Se volete vedere un Tom Cruise con la faccia da ebete e la minigonna, questo è il film che fa per voi. Per chi vuole passare un’oretta e poco più di svago, è più che consigliabile.

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