Archive for novembre 2007

Il mio tessssoooro!

28/11/2007

Unico Anello

(è Andrea)

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Digressioni gastro-lavorative

28/11/2007

Ieri sera sono stata discretamente male. E il male s’è trascinato per buona parte della notte. Stamattina, dopo aver dormito 5 ore, riflettevo sull’opportunità di rimanere al calduccio sotto le mie coperte e prendermi un giorno di malattia dal lavoro.
Poi ho deciso di non farlo e di alzarmi; da un lato, per gretti calcoli di opportunità su varie questioni di ferie che non saranno qui trattate, ma dall’altro, perchè avevo lasciato diverse cose in sospeso, ieri, e non volevo che qualcun altro cercasse di mettere le mani fra le mie cose. Quando sono andata in ferie quest’anno, ci ho messo due settimane a riordinare le mie carte, a fare ordine sulla scrivania, nell’archivio e nella posta elettronica per coprire i miei piccoli e grandi errori, le mie piccole e grandi mancanze.
Ieri poi c’è stata una riunione fra i selezionatori delle tre filiali della provincia di Lecco; tre donnine, tutte e tre abbastanza esperte, e un capofiliale che ha risollevato la nostra provincia dal baratro dove stava pian piano scivolando; un capofiliale molto ambizioso che crede nei suoi collaboratori, ma che ci ha prospettato obiettivi ancora più ambiziosi nel 2008. Io mi rendo conto che quando c’ho voglia le cose le faccio, e anche bene, il problema è però che la maggior parte delle volte sono assorbita da altre cose, o mi annoio, e quindi rendo al 70%. E lascio dei macelli là dove passo, perciò il pensiero di assentarmi e giustificarmi il giorno dopo mi fa morire, piuttosto vado anche se sono malata. Ma, decisamente, non è giusto.
Da domani voglio provare a rendere un po’ di più, a concentrarmi; d’altra parte, voglio guadagnarmi i traguardi che merito.

Anth-ina

28/11/2007

Anth

Benvenuta !!

Consistenza

28/11/2007

La consistenza di un sistema formale, si sa, è una caratteristica fondamentale. Purtroppo di recente mi sto preoccupando di ben altro tipo di consistenza. Da ometto di scienza, mi ha sempre interessato la classificazione delle cose, perciò beccatevi questa:

 

  Si è capito di che parlo? Il colore vi dice niente? Io dopo tre giorni di rimedi naturali sono approdato al tipo 6. Visto l’interesse della cosa vi terrò costantemente aggiornati 😛

Il mio tesoro

23/11/2007

Forziere

(è Lorenza)

Zorro – L’inizio della leggenda

22/11/2007

Dedico questo post a L., con la quale ho condiviso in gioventù una passione per il personaggio sopraccitato, con l’augurio che non lo legga prima di Natale, altrimenti si rovinerà la sorpresa.

Il libro di cui parliamo questa sera è il penultimo della discreta, ma pur sempre interessante, produzione della scrittrice di cui dissi due parole alcuni interventi fa, Isabel Allende.
E’ un libro in qualche modo diverso da quelli precedenti, innanzitutto perché, se facciamo eccezione per Il piano infinito (che, a onor del vero, è forse quello che mi è piaciuto di meno, è l’unico libro di Isabel dove il protagonista sia un uomo, Diego de la Vega, di cui qui esploriamo la nascita e la giovinezza fino alla prima eclatante impresa di Zorro in favore della giustizia.
Credo, nell’immaginario collettivo, che la figura di Zorro sia legata soprattutto ai film e ai telefilm di qualche tempo fa e, per chi ha la passione dei feuilletons, ai romanzi di Johnston McCulley risalenti agli anni 20. Comunque, una figura già matura, già dotata dei suoi superpoteri (il cavallo Tornado, il servo Bernardo, la spada, la frusta, la maschera e via andare) e già in lotta per la giustizia, in cui forse gli anni di formazione sono lasciati un po’ alla fantasia del lettore.
Bene, Isabel prende questi anni di formazione un po’ magmatici e ne tira fuori una storia meravigliosa, la storia oltre che di Zorro, del suo giovane interprete Diego, del fratello di latte Bernardo (sempre muto, sì, ma non panzone come nel vecchio telefilm, anzi, una figura di indio quasi mitologica ed estremamente sexy), della sua famiglia, della California di quel periodo. Ne esce un romanzo picaresco, d’avventura e di sentimenti, di cappa e di spada, una commedia dai tocchi solenni come solo Isabel è capace di fare.
Le figure si stagliano su uno sfondo descritto nei minimi particolari, come i personaggi in un paesaggio opulento, che allo stesso tempo è capace di farli risaltare al massimo. I caratteri dei personaggi sono così ben definiti che sembra di conoscerli di persona anziché sulla carta, fedeli a se stessi, capaci di andare fino in fondo con le conseguenze delle loro azioni.
La storia è tutta da scoprire; le origini di Diego, un quarto di sangue indio che lo aiuta a scoprire il suo animale totemico, la volpe, l’astuta volpe, a suo agio fra grotte, inganni e trabocchetti, l’educazione spagnola che non doma il suo spirito selvatico, il viaggio iniziatico in Spagna, fra lezioni di scherma, dame altezzose, trucchi di magia e zingari, la rocambolesca fuga che lo porta diritto fra le fauci di feroci pirati, l’inizio della presa di coscienza.
Il libro si chiude improvvisamente sulla prima vera impresa di Zorro in California, fra uno, due, forse dieci o mille altri Zorro come lui. Si chiude improvvisamente e quasi con malinconia, perchè trascina talmente il lettore fra le sue pagine che dispiace di lasciarlo, dispiace svegliarsi su un treno freddo in una sera piovosa dopo aver sudato in una calda estate californiana.
Il mio giudizio su questo libro? Imperdibile. Degno della migliore Isabel della Casa degli Spiriti.
Vi lascio con una simpatica citazione, che ancora una volta dimostra come Isabel sappia descrivere così bene quello che provo ed ho provato anche io.

” Il corsaro la vide esitare e senza pensare la prese tra le braccia e la baciò sulle labbra.
Fu il primo, vero bacio di Juliana e sicuramente il più luno ed intenso di tutta la sua vita. in ogni caso, fu il più memorabile, come sempre succede con il primo. Il contatto con il pirata, le sue braccia che l’avvolgevano, il suo respiro, il suo calore, il suo odore virile, la sua lingua nella bocca la scossero in profondità. […] Dediderava Lafitte con una passione che conosceva da poco, ma con una certezza antica e assoluta. Mai avrebbe amato un altro, quell’amore proibito sarebbe stato l’unico della sia vita.”

Isabel Allende, Zorro – L’inizio della leggenda, Feltrinelli, Milano, 2005

G sorpresa

21/11/2007

Mi è capitato più volte di usare senza successo il traduttore di Google. Oggi mi serviva una traduzione dal russo; dato che non esiste un traduttore russo/italiano ho scelto di avere la traduzione in inglese. Sono rimasto a bocca aperta! Era quasi perfetta: nonostante il testo fosse di notevoli dimensioni ho trovato solo un errore (un termine tecnico). Wow, peccato mi capiti di rado di dover leggere qualcosa in russo 🙂

ε

21/11/2007

ε

Extracasalinghi

19/11/2007

Mi è capitato sotto gli occhi uno dei sondaggi di Mannheimer sul tema immigrazione. Alla domanda “Gli immigrati extracomunitari rendono meno sicura la vita nelle nostre città?” il 38% degli intervistati ha risposto affermativamente. In aggiunta, il sondaggio ripresenta questo dato limitandosi ad alcuni gruppi di persone che evidenziano una propensione particolare. I primi sono i residenti del Nord-Est (45% per il Sì), che avendo carenza di manodopera hanno certo più immigrati che altre zone d’Italia. I secondi sono gli elettori del centrodestra (54% per il Sì), e anche qui niente di strano. Infine ci sono le casalinghe (44% per il Sì). Ma come? Non i commercianti e proprietari di negozi o esercizi pubblici, ma le casalinghe, quelle che stanno a casa e al massimo gli immigrati li vedono al supermercato a far la spesa. Al di là del dato curioso, c’è da chiedersi seriamente i motivi di questo dato. Questa mattina ho avuto l’illuminazione. Stavo assistendo ad un brevissimo dibattito televisivo sul tema sicurezza. Alla fine della trasmissione, ecco svelati i risultati del sondaggio: 86% dei partecipanti pensa che gli immigrati siano un problema. Ora, visto l’orario, presumo che al sondaggio non abbiano partecipato operai, manager ed elettricisti, ma le nostre amiche massaie. E così ho capito: è colpa della Tv, e le casalinghe sono quelle che ne guardano di più. E qual è il canale più gettonato? Sarà mica Rete4? Ah, ecco.

Allende, Isabel

19/11/2007

E’ una piccola scrittrice, quella che ho iniziato a leggere quasi per caso quest’estate, in campeggio, mescolando alle assolate giornate della Corsica le parole e le leggende ispirate alla magica terra del Cile.
Un’autrice la cui scrittura si legge, si lascia leggere con cadenze ipnotiche che guidano all’interno della pagina, diritti in piedi dentro le vicende, corali, affollate, di persone e di figure mitologiche grazie alle quali tu che leggi ti senti come uno dei tanti spettatori, che vede da dentro, e non da fuori, accadere le cose.
La sua prosa è così ammaliante che mi capita di arrivare, insensibilmente, a metà di un libro denso di persone e di episodi senza nemmeno accorgermene, e di accingermi a scendere la china verso la fine con malinconia, dispiaciuta all’idea che una storia tanto bella, tanto intensa, debba avere come tutte una fine.
Le storie di Isabel sono tutte storie di donne, di donne e d’amore; ma non quelle donne e quell’amore che riempiono i romanzetti rosa, favolette buone per sbrigliare l’immaginazione per qualche ora, e per essere subito dopo dimenticati. Le donne di Isabelsono forti, sono donne che hanno forza e tempra molto più degli uomini di cui sono circondate, donne che hanno il coraggio e il carattere per prendere il mondo in cui sono capitate e plasmarlo, assoggettarlo e riempirlo con la loro presenza, i loro affetti e le loro visioni. Non sono donne fantascienze, slegate dalla realtà, anzi, sono donne che hanno tutti e due i piedi ben piantati per terra, donne che amano e crescono figli, ma che fino alla tomba non si annullano né per un uomo né per la famiglia, che continuano a combattere indomite, a testa alta.
Isabel è una donna che scrive di donne, e per altre donne, ma queste donne danno una speranza, fanno alzare la testa dal libro e pensare che da domani si può essere un po’ di più una donna alla Allende.