I musulmani non hanno il formaggio coi buchi

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Continua la querelle sulla sala consiliare di Oggiono, “oltraggiosamente concessa ai musulmani per le loro preghiere blasfeme e antiscristiane (!)” (cito un po’ a braccio cercando di riassumere e parafrasare dichiarazioni, peraltro equilibrate, che ho trovato sparse qua e là sulla stampa).
Ho per caso rinvenuto il Giornale di Lecco di lunedì 24 settembre, e in un prossimo post vi aggiornerò anche sulla rassegna stampa di lunedì 1 ottobre.
Comunque, ampio spazio all’interno della cronaca locale, un’intera pagina, è occupata dal riassunto della storia, davvero minuscolo perchè, d’altra parte, tutti ne sanno più o meno qualcosa, e tutto il resto è coperto dalle reazioni equilibrate e composte delle forze politiche d’opposizione (Lega) e dalla gente del paese.
Ci sono però alcune cose da riportare prima di commentare le reazioni della gente:
1) I musulmani ad Oggiono sono l’8% della popolazione residente. Non ho dati a portata di mano, ma mi sembra una bella cifra.
2) I musulmani non hanno chiesto esplicitamente la sala consiliare per i loro turpi commerci (ops, scusate), ma hanno chiesto al sindaco di assegnare un luogo per riunirsi, anche una palestra, e il sindaco, come succede per altrui gruppi di cittadini, ha deciso di dare la sala consiliare solo per un mese e solo di sera.
3) C’è una moschea a Costa Masnaga, circa 8 km da Oggiono, ma il sindaco di Costa ha minacciato più volte di chiuderla per sovraffollamento, figuriamoci.
Ecco le equilibrate reazioni dei cittadini di Oggiono (per chi ha pazienza e un’emeroteca a disposizione, tutto è a pagina 59 del Giornale di Lecco del 24 settembre).
Primo titolone “Tutti contro il sindaco Riva: Non vogliamo la moschea” e all’interno: “una scelta che considerano lesiva del sentimento popolare”.
Al centro c’è un’intervista a Magdi Allam, che sotiene che l’iniziativa sia completamente da censurare perchè non aiuta l’integrazione (e qui non capisco bene che cosa intende). Spero che il circolo del tressette non si risenta se il sindaco mai concedesse la sala al circolo degli scacchi, comunque.
La cosa più bella, però si trova nella seconda parte della pagina, in un articolo intitolato “REAZIONI… Noi, a casa loro, non possiamo parlare. Qui fanno quello che vogliono.
Sinceramente basisco. Noi là non possiamo pregare (balla stratosferica : là dove? La gente sa che esistono delle differenze fra paese arabo e paese arabo, o lasciamoancora credere che sia una specie di panarabia gigante con un lider maximo che detta legge?) quindi, a rigor di logica (niente razzismo o populismo, solo logica) nemmeno loro devono poterlo fare qui.
Facciamo un controesempio: se uno svizzero venisse a vivere in Italia dovrebbe evadere le tasse impunemente, anzi, con la protezione della logica popolare. Infatti, pescando di nuovo a piene mani nei luoghi comuni, se gli italiani in Svizzera non pagano le tasse, perchè uno svizzero in Italia dovrebbe pagarle?
Se gli arabi avessero le montagne di emmenthal sarebbero il paese del Bengodi.

3 Risposte to “I musulmani non hanno il formaggio coi buchi”

  1. valse Says:

    Il “Principio di Reciprocità” è una sonora stronzata.

    Come si fa ad attribuire a singoli cittadini la responsabilità della politica del proprio paese ? Sarebbe già stupido farlo con un cittadino di uno stato democratico; figuriamoci con gente che il proprio paese l’ha lasciato e che magari prima di andare via non aveva neanche il diritto di votare.

  2. lori Says:

    Continua, prego.

  3. tt Says:

    Ma… c’è più gusto a essere credenti! Quello che conta è che la religione, forse non sempre ma di certo molto spesso, è causa di differenze e di intolleranza. Come al solito si aggredisce il “diverso” in quanto tale, perché se ne ha paura, perché si è ignoranti.
    Se la gente che si dice cristiana professasse sul serio la dottrina di cristo queste cose non accadrebbero. Ma duole far notare che la religione, in generale, è più un “costume” che una fonte di verità o di conforto.
    Ergo, visto che siamo a casa nostra, che loro sono brutti, cattivi e sporchi, ci rubano il lavoro, violentano le donne, rubano i portafogli sul treno, li dobbiamo odiare.
    A che bello se tornassimo tutti pagani! Ciascuno con il proprio tempio, ciascuno con il proprio dio… Senza nessuna pretesa di imporlo agli altri o di esportarlo come la moda o il made in italy. Parleremmo di cultura e di usi. Invece le recrudescenze del medioevo sono, probabilmente, insite nell’essere umano e sotto gli occhi di tutti.
    Democrazia, la chiamiamo. Che faccia tosta. Che paradosso.

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