Pregano in Comune: il caso della settimana.

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Il 17 settembre è iniziato il Ramadan, il mese sacro ai musulmani, durante il quale si intensificano, per gli osservanti, digiuni e preghiere.
L’altro giorno leggo sulla Provincia questo titolo, a tutta pagina: ” Oggiono, la sala consiliare diventa una moschea” condita da questo occhiello: “Infuriato il leghista Ferrari: <>.
Sinceramente, tanto astio mi ha stupita. A parte che, secondo il regolamento del comune di Oggiono, come sostiene lo stesso sindaco sulle pagine dello stesso giornale, la sala consiliare è concessa a qualsiasi organizzazione di cittadini residenti che ne facciano richiesta, mi sembra francamente esagerato pensare che “coprire il crocifisso con degli arazzi”, da parte di cittadini di fede diversa da quella cristiana, sia davvero un vilipendio alla bandiera, alla religione, alla pubblica decenza e chi più ne ha più ne metta. Che cosa avrebbero dovuto fare i musulmani, pregare davanti all’effigie di una divinità che non è la loro, addirittura quando la loro religione vieta le rappresentazioni della figura umana come idolatria?
Vorrei fare una domanda al leghista Ferrari: se una congrega di frati prendesse a prestito una stanza qualsiasi per pregare le Quarantore, davanti al Santissimo, sarebbe un vilipendio alla religione o a quello che vuole lui se esponessero quello stesso Santissimo su un tavolaccio al centro della sala? E se questo succedesse ad Istanbul, o peggio ancora a Pechino, il leghista Ferrari non si adombrerebbe contro turchi e cinesi che vietano il sacrosanto diritto alla preghiera?
Non so da dove venga questo vizio di avere due pesi e due misure, ma insomma, se Ferrari chiedesse la sala consiliare per una riunione della Lega e ci mettesse dentro la bandiera con la rosa camuna, non si lascerebbe certo insultare per averlo fatto!
Mi sembra di sentire nelle parole di questo leghista e di tante altre persone come lui una rabbia ingiustificata contro i musulmani, senza se e senza ma. Io voglio poter professare la mia fede ovunque nel mondo, ma voglio anche che le altre religioni abbiano lo stesso diritto di stare al mondo. Se pregare sotto il crocifisso fosse improponibile per musulmani o ebrei, che lo coprano. Se per me fosse impossibile pregare il mio Dio davanti ad un’effigie di Buddha, vorrei poterla coprire tranquillamente.
Ma non è che Ferrari se l’è presa perchè i musulmani hanno dimostrato di aver letto bene lo statuto del comune, mentre lui non l’ha mai aperto?

2 Risposte to “Pregano in Comune: il caso della settimana.”

  1. tt Says:

    Ah! L’essere umano. con qualcuno se la deve pur prendere, no? E che c’è di meglio dei “diversi”? Di coloro che non si conformano?
    Ieri l’altro erano le streghe. Ieri i neri. Oggi i musulmani. Come se essere diversi sia un delitto. L’unico delitto è l’intolleranza e la cafonaggine che la supporta. L’unico delitto è cercare di essere se stessi…

  2. valse Says:

    Brava amore, l’hai raccontato con efficacia

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