Mamma li turchi!

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“… vi è un non so che di turco nel proscrivere la stampa…”
Questa frase è stata la conclusione di un processo mentale che è partito leggendo questo post.
Volevo farne un semplice commento, ma mi sembra che se ne possa trarre anche un intervento a sé stante, tanto per raccontarvi come ci sono arrivata e quali conclusioni ne ho tratto.
Il post di Tiziano parla del Family Day. L’ennesimo esempio di come le cose spirituali cercano di ingerire nelle cose temporali, ora più che mai, o meglio, secondo me, di come certa politica abbia bisogno di nascondersi sotto le gonnelle dei vescovi per giustificare la propria mancanza di idee propositive. Lo Stato dovrebbe essere indipendente dalle idee di questa o quella confessione o di questa o quella credenza, anche perchè le religioni tendono a dividere le persone in buoni, medi, cattivi (oppure in sapienti, medi, insipienti, iniziati, medi, esclusi…), mentre la democrazia deve per la sua stessa definizioni livellare tutti gli individui alla stregua di persone (provate a sostituire nella frase “difendiamo i diritti dei gay/delle coppie conviventi” la parola persone al posto di gay e conviventi… è illuminante). Nello Stato (laico) i cittadini sono (o meglio dovrebbero essere) solo più considerati come persone senza alcuna specificazione di sesso, razza, età, religione, ceto sociale.
Alle persone devono essere assicurati pari diritti, senza doversi domandare niente di più se non se il cittadino appartiene o no a tale legislazione. Conoscete la teoria del Minmax di John Rawls?
Comunque, mi sembra di essere uscita d’argomento. Leggevo il post sul Family Day (circa 16 milioni e mezzo in piazza per gli organizzatori, al massimo 700 per la questura…) dove le famiglie felici del Mulino Bianco sono scesa a Roma per una bella scampagnata con tanto di pargoli al seguito, dove la famiglia tradizionale ha manifestato in favore dei suoi diritti di primogenitura (pensiamo fra 20 anni, quando alcune di queste coppie tradizionali vedranno il filmino della manifestazione inseme al figlio maschio e al suo compagno, speriamo, a quel punto, prossimi ad un PACS), e pensavo ad una manifestazione di segno opposto che si è tenuta il giorno dopo in uno Stato considerato dai più da terzo mondo, uno stato arabo, di religione musulmana, quindi arretrato se pur vicino alla civile Europa, la Turchia. Un milione e mezzo di turchi sono scesi in piazza per manifestare in favore della laicità dello stato. Una fiumana di gente che, seria e contrita, manifestava in piazza per evitare una reislamizzazione dello Stato, minacciata alle presidenziali dal presidente uscente. Una popolazione che cerca di mantenere la propria libertà e la propria uguaglianza davanti al diritto e allo Stato contro una popolazione la cui componente più forte e tutelata, per diritto divino, cerca di mantenere il proprio privilegio con le unghie e con i denti.
Ecco dove si innesta la frase di Voltaire dell’inizio del post. Nella prima metà del Settecento Voltaire riteneva la Turchia l’ipostatizzazione del governo repressivo e censore, tanto da prenderla ad esempio per accusare la Francia altrettanto censoria e repressiva.
Che cosa avrebbe potuto scrivere Voltaire, se non fosse stato tanto impegnato a rivoltarsi nella tomba vedendo la sua tolleranza così calpestata e vilipesa?
Immagino: “… vi è un non so che di italiano nel proscrivere l’uguaglianza…”

Una Risposta to “Mamma li turchi!”

  1. tt Says:

    Hola! Già mi avevi parlato della teoria minimax. Ti riesci di farmi avere il libro che credo debba leggerlo?
    Bello il post. Alla manifestazione turca non avevo pensato, ma calza a pennello… Proponiamo davvero una nuova cattività avignonese? Senza alimenti, però!

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