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I condannati fuori dal Parlamento

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Ci siamo! Ieri abbiamo ripresentato al Senato il disegno di legge che stiamo portando avanti da tempo.
Un impegno che avevo preso in campagna elettorale. La proposta dell’Italia dei Valori che impedisce, a chi è condannato con sentenza passata in giudicato, di candidarsi e sedere tra i banchi del Parlamento. Abbiamo penato per trovare altre firme che appoggiassero il documento presentato dai nostri senatori. Alla fine siamo ricorsi all’art. 79 del regolamento interno del Senato. Tale articolo obbliga la presidenza ad accogliere e avviare la discussione del testo entro un mese, se firmato dal 50% più uno dei componenti di un gruppo. Il testo approderà ora alla commissione Giustizia e poi, se approvato, passerà in aula. Questo non significa che la strada sia ora in discesa, tutt’altro. Siamo alle prime battute di un provvedimento che non è assolutamente ben visto sia dalle forze di opposizione che da quelle di maggioranza. Come spesso succede, sono molti i parlamentari che ci dicono che abbiamo ragione e che le nostre battaglie sono giuste ma, quando chiediamo loro di darci una mano in Parlamento, si allontanano guardandoci come degli appestati. Tutt’ora nelle aule di Senato e Camera siede una folta rappresentanza di condannati con sentenza definitiva per vari reati, mentre ai cittadini chiediamo il rispetto della legalità e continuiamo a professare che la legge deve essere eguale per tutti.
Si sta discutendo quale legge elettorale approvare per modificare la “porcata” del centrodestra con la quale siamo stati costretti ad andare alle urne alle ultime politiche. L’Italia dei Valori vuole che la norma sulla “non candidabilità” sia inserita nella legge elettorale, a prescindere dal sistema sul quale si troverà un’ intesa, e chiederà che alla votazione finale del nostro disegno di legge la votazione sia palese. Sapremo così, e lo sapranno soprattutto gli italiani, chi ha votato contro e chi a favore di una legge che riteniamo fondamentale per un esempio di moralizzazione che parta dall’alto e di cui il Paese ha urgente bisogno.
La commissione Antimafia ha approvato ieri il codice di autoregolamentazione secondo il quale i partiti si impegnano a non inserire nelle liste candidati che abbiano riportato condanne. Un segnale che va nella giusta direzione. Peccato però che la sottoscrizione di tale codice non sia obbligatoria.

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