Archive for settembre 2006

qTuring (alpha) è qui !

28/09/2006

Ho finalmente terminato il progetto di “Programmazione ad oggetti e C++”, ovvero un emulatore di macchina di Turing deterministica scritto in C++ con le librerie Qt 4. Se volete buttarci un’occhiata ecco i link:

Attenzione: i sorgenti vanno anche compilati con qmake, un tool fornito con le librerie Qt 4.

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Crollo di una palazzina a Milano

19/09/2006

Notizia d’apertura al Tg5: una palazzina è crollata a Milano, causando la morte di un bambino di 7 anni. Uno dei primi vigili del fuoco giunti sul posto per portare soccorso è proprio lo zio del bambino morto.

Al giornalista non sembra vero: abbranca il giovane vigile, sciolto in lacrime, e incalza con le domande, mentre lui risponde con voce sempre più strozzata, si asciuga gli occhi, piange e si dispera… mostra delle foto del bambino, forse quelle che è riuscito a recuperare dalle macerie…

Il giornalista fa un’ultima domanda; il ragazzo risponde, poi si schermisce e fa per allontanarsi, troppo addolorato per parlare ancora. Il giornalista si porta il microfono alla bocca, fa per fermarlo, poi, fuori dall’inquadratura, deve avere un ripensamento e allunga la mano, ma per toccare la spalla del ragazzo con un gesto di conforto.

Questa immagine mi ha colpito. Che il giornalista sia stato assalito da uno scrupolo di coscienza per aver incalzato così un ragazzo che aveva appena perso un nipotino di sette anni? Oppure il suo era un gesto dettato dalla semplice solitarietà umana?

Non so, ma se penso che altri giornalisti di altri telegiornali avrebbero inseguito per la strada il giovane in lacrime sono contenta. Almeno da qualche parte esiste ancora un po’ di pietà?

Se potessi rubare la paternità di una sola foto

16/09/2006
Il Bacio

…non avrei alcun dubbio su quale.

Vacanze 2006 – Prologo

15/09/2006

Mi è stato chiesto di raccontare delle vancanze di quest’anno… vacanze conclusesi il 21 agosto con una gradita appendice in quest’ultimo weekend passato.

Prima di accingermi al compito voglio tuttavia fare una piccola riflessione che incominciai l’altro giorno, a casa, con in mano uno strofinaccio per asciugare i piatti.

Reminescenze di studi classici… “Vacanze”, dal latino “vacare”, mancare… mancare, penso io, di obblighi, di compiti, di fretta, di cose che si fanno solo perchè devono essere fatte… mancare dei paletti che negli altri mesi dell’anno, per forza di cose, vengono a limitare la nostra vita.

Tutte cose che non ci consentono di godere dell’ozio… di quello che sempre i latini chiamavano otium, che non è il dolce far niente che viene spontaneo nelle giornate di pioggia. L’otium vero e proprio è quel tempo che i patrizi potevano impiegare nello studio, nelle belle lettere, nelle arti, per vedere il teatro o per partecipare alla gestione dello stato (naturalmente senza stipendio…). I poveri (cristi) invece, come per esempio i mercanti, non potevano esercitare l’ozio per via del… negotium, nec-otium, la privazione di ozio.

E’ quantomeno interessante pensare che i latini consideravano il tempo dedicato al lavoro come una privazione. L’otium era considerato lo stato migliore per la vita, mentre il lavoro era qualcosa che toglieva questo spazio salutare per dedicarlo ad altre cose, non altrettanto importanti.

Sinceramente, mi piacerebbe poter riconsiderare l’otium non come il tempo perso e buttato via…

Così gira il mondo

14/09/2006

Titolo di una vecchia telenovela per commentare una notizia di attualità che mi ha colpito…

Gli stupri a Milano, gli omicidi a Brescia, tutta colpa degli extracomunitari, che vengono qui e pretendono di fare come a casa loro (della Chiesa a Pechino parliamo un’altra volta…)

Ebbene, guardavo Giovanni Minoli l’altra mattina su Rai3. C’era un documentario sugli italiani in Libia al tempo del nostro “glorioso” “impero” coloniale. Mostrava filmati d’epoca delle fattorie fondate da laboriosi contadini, che riuscirono a realizzare un’integrazione razziale quando ancora la parola non esisteva.

Tutto bello, tutto giusto.

Però… hanno fatto vedere le fattorie come sono ora. Le possiedono dei libici seminomadi che le coltivano altrettanto bene che gli italiani.

Il giornalista ha chiesto al proprietario chi ci lavorasse, libici o marocchini… Lui ha risposto che usano dei senegalesi.  Perchè costano meno.

Tutto il mondo è paese.

Nuova foto – Pigna

12/09/2006

Ho aggiornato il photoblog (link sulla destra) con l’ennesimo foto-tentativo:

Pigna

cosa ne dite ?

Missione Yogurt !

10/09/2006

Questa sera è cominciato il collaudo della yogurtiera. Note per il controllo qualità: 1 L di latte parzialmente scremato a lunga conservazione (ci vorrebbe intero e fresco, purchè pastorizzato); yogurt intero da discount come “madre”, un cucchiaino per ogni contenitore; tempo di fermentazione 11 ore (il manuale dice “dalle 8 alle 15”, andrà bene ?).

Ma verrà buono ? La yogurtiera resisterà ad un eventuale lancio dalla finestra ? Il colore “blu di prussia”, nello yogurt, è forse indice di cattiva fermentazione ? Mercoledì risponderemo in diretta ad almeno una di queste domande 🙂

Come ti monto un caso – vol. 1

01/09/2006

Sui quotidiani di questi giorni si parla spesso di emergenza stupri. A Milano, in particolare, dopo <> da parte di extracomunitari, la Lega ha manifestato in piazza per chiedere più sicurezza e vari esponenti politici della destra hanno ribadito la necessità (e la provenienza) della legge Bossi-Fini. Ma il problema degli stupri è causa davvero di chi è immigrato illegalmente ? Secondo l’indagine l’Istat “Sicurezza dei cittadini”, solo il 3,5% delle violenze è ad opera di estranei della vittima. Essendo piuttosto raro avere rapporti di amicizia con chi si trova in condizione di clandestinità, è ragionevole considerare che gli stupri da parte di clandestini siano conteggiati come “da parte di estranei” e che dunque l’incidenza di questi ultimi sia inferiore al 3,5%. Sempre nel rapporto Istat si legge che sono 7 le violenze commesse ogni giorni e che solo il 7% degli stupri viene denunciato, perciò quelli di cui abbiamo notizie sono solo una minima parte di un terribile totale. L’emergenza stupri c’è davvero, ma tutti i santi giorni, e non per strada, ma nelle nostre case. Di più, per ogni stupro ci sono dieci molestie sessuali sul luogo di lavoro, ad opera di italianissimi impiegati ed imprenditori.

E allora a chi dovrebbero fare attenzione le donne ?