Coppie di fatto e assegni familiari

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Sottotitolo: ovvero come buttare soldi pubblici dalla finestra, per non dire nel cesso.

Ho seguito un’interessante formazione sulla gestione degli assegni familiari, che spettato come forma di “sostegno al reddito” a chi ha figli minori o familiari equiparati a carico: in questo senso si capisce come mai vengono attribuiti soltanto a persone che non superano un certo reddito annuo (si è parlato di una cifra sugli 80.000 €, da prendere con le pinze, ma il dato in questo caso non è interessante).

L’interessante è invece questo: le famiglie propriamente dette, per lo Stato e ai fini INPS, sono quelle formate da coniugi regolarmente sposati. Chi convive è di fatto considerato celibe o nubile.
L’assegno lo può percepire un solo genitore, dichiarando il proprio reddito, e, SE CONIUGATO, dichiarando la somma con il reddito dell’altro coniuge: da questa cifra viene definito l’ammontare dell’aiuto. In caso di genitore celibe, specialmente se i figli hanno un cognome diverso dal genitore (è il caso della madre convivente: i figli hanno il cognome del padre, che li ha riconosciuti), bisogna presentare una carta dove lo Stato verifica che i figli sono effettivamente del genitore che quindi ha diritto ai soldi.
C’è però un particolare, e, direi, qui casca l’asino: essendo conviventi e NON sposati, i redditi dei due genitori NON si sommano! Vale a dire che se una povera colf, che lavora allo stipendio minimo ed ha un reddito annuo di 10000 euro, percepirà l’importo massimo dell’assegno per ogni figlio a suo carico, anche se il suo compagno, convivente, partner che dir si voglia fosse l’avvocato, l’architetto o il commerciante di grido della città.
Vorrei essere in grado di fare un calcolo di massima di quanti soldi vengono buttati nel cesso in questo modo, e osservo che non c’è modo, per lo Stato, di bloccare in qualche modo gli assegni per famiglie in situazioni del genere, perchè semplicemente, per lo Stato tali famiglie non esistono.
Secondo me questo è un argomento, se non conclusivo, almeno stringente in favore di un rapido riconoscimento delle coppie di fatto.

PS: preciso anche un’altra divertente trovata all’italiana: gli assegni per i figli si possono prendere fino alla maggiore età del figlio, ma lo Stato viene incontro alle famiglie: si può percepire l’assegno per un figlio fino ai 21 anni, se il figlio studia o è apprendista, a patto di avere almeno 4 figli sotto i 26 anni. Fortissimo, finalmente si sposano le esigenze della famiglia media.

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10 Risposte to “Coppie di fatto e assegni familiari”

  1. BARBARA Says:

    concordo con te! è assurdo io sono sposata e non ho diritto agli assegni familiari mentre coppie di miei amici conviventi con redditi piu’ alti dei nostri percepicono gli assegni familiari!!!!!!!!!!!!

  2. leo massimiliano Says:

    lavorp nelle poste sono padre da 15 giorni ma celibe mentre la mia compagna e in attesa di separazione la posta mi sta dando problemi come mi devo comportare

  3. leo massimiliano Says:

    continuo il discorso sospeso in parole povere sto avendo problemi nel ricevere gli ass familiari

  4. vincenzo Says:

    io sono celibe la mia compagna separata legalmente senza percepire nessun mantenimento da parte del marito perchè il giudice ha sostenuto che rappresentiamo una famiglia di fatto siccome siamo in procinto di avere un figlio io posso richiedere gli assegni familiari anche per lei grazi

  5. renato Says:

    vorrei sapere fino a che eta si puo percepire con 4 figli disoccupati gli assegli familiari

  6. Filippo Says:

    Non sono sposato e ho due figli. Lavoro solo io in famiglia e sono dipendente. Per prendere assegni familiari il giro per un non sposato è più complesso, come del resto per tutto il resto delle faccende burocratiche, fatto sta che sono sei mesi che devo ricevere dall’inps un foglio che poi mi servirà per fare la richiesta degli assegni. In compenso, essere non sposati in Italia è molto peggio che esserlo, non puoi metterti a carico la compagna anche se non lavora, non puoi detrarre alcuna spesa medica per lei mentre se vuoi mandare al nido un figlio devi comunque sommare i redditi di tutti i componenti del nucleo familiare. Sapete che vi dico? il prossimo anno mi sposo e festa finita! altro che assegni familiari del piffero!!

  7. cristina Says:

    Nessuno obbliga nessuno a sposarsi… e io lo farò solo quando ne vedrò i vantaggi.
    Ho un secondo figlio in arrivo, il mio compagno è lavoratore autonomo io dipendente… se fossimo sposati perderei 250 euro al mese di assegni perchè di certo il mio reddito non è superiore al suo. In più ho risparmiato i costi di un matrimonio, lo stress nell’organizzarlo e ogni giorno sò che il mio compagno stà con me perchè lo vuole e non perchè c’è un contratto scritto che se volessi far annullare prevederebbe altri costi dagli avvocati… e ancora mi dicono che dovrei sposarmi.. .bah… i figli son ricosciuti e tutelati dalla legge anche se i genitori non son sposati… quindi non faccio torti a loro.
    Beh il matrimonio serve solo se uno dei due coniugi lavora come dipendente mentre l’altro non fà nulla, allora sì che serve un pezzo di carta firmato.

  8. CP Says:

    mi trovo nella stessa condizione di Filippo ed aggiungo: non percepisco la detrazione familiare a carico per la mia compagna e lei (discoccupata) non ha diritto a detrazioni del ticket perche nel certificato ISEE il suo reddito (zero) si cumula con il mio. Quindi per lo stato non siamo una coppia quando chiediamo le detrazioni, ma lo diventiamo quando il singolo ne avrebbe diritto.

  9. piero Says:

    salve volevo sapere se una coppia non sposata ma che convive e ce una figlia a carico nata dal loro rapporto ,possono percepire lassegno famigliare.

  10. CielitoLindo Says:

    tutte queste chiacchiere su se sia o meno un vantaggio economico sposarsi oppure no sono semplicemente rivoltanti… se ami una persona e desideri stare con lei tutta la vita la sposi. non è che ti fai il calcolo se economicamente conviene. se invece non sei sicuro di voler passare con questa persona tutta la vita, allora convivi.

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